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mercoledì 17 maggio 2017

Recensione Un'invincibile estate di Filippo Nicosia

Buon pomeriggio lettori,
oggi vi parlo del romanzo d'esordio di Filippo Nicosia Un'invincibile estate edito Giunti,già presente in tutte le librerie.



Genere:Narrativa
Pagine:217
Prezzo: 15 euro
A pochi giorni dal suo compleanno, un evento spazza via tutte le certezze del giovane Diego: tornando dal turno serale nel ristorante in cui lavora, trova il padre riverso sul tavolo della cena. Quel padre violento e sanguigno, a cui Diego è legato da un amore viscerale, lo ha lasciato solo nella casa con vista sull'autostrada, in un quartiere popolare di Messina. L'unico rifugio sicuro è la passione per la lettura e la cucina, in cui Diego rivela ben presto un talento straordinario. Ma ad attenderlo c'è un'altra sorpresa: al funerale del padre si presenta Giovanni, un giovane sfrontato e prepotente che gli sbatte in faccia una verità molto difficile da digerire, riportando a galla vecchi rancori e gelosie. Soprattutto quando si insinua nel letto di Ester, la migliore amica di Diego, da sempre sua complice e confidente. Intanto l'estate è arrivata, fregandosene dei morti e del dolore, e con lei arriva anche Martina, che travolge Diego con tutta l'ebbrezza e i dubbi del primo amore. E mentre il ragazzo nuota ogni giorno nelle acque gelide dello Stretto, cercando di tenere a bada la paura per le sfide che lo attendono, all'orizzonte si profila una scelta che potrebbe cambiare il suo futuro, e forse portarlo lontano da quella terra così amata e odiata. Un toccante romanzo di formazione che dipinge a tinte forti la vita di un ragazzo d'oggi in una Sicilia magnifica e crudele. Il promettente esordio di un giovane autore di talento.



Sin da subito Un'invincibile estate aveva attirato la mia attenzione per l'ambientazione: la mia adorata Sicilia;terra dalle mille sfaccettature e i mille colori a cui sono molto affezionata.Più precisamente  le vicende si svolgono a Messina,sullo sfondo dei classici profumi e ambienti siciliani baciati dalla brezza e il profumo del mare.
Ricordavo benissimo quella giornata.Non soltanto cosa era successo,cosa gli avevo detto,che strade avevo preso,ricordavo i minuti esatti in cui le cose erano accadute e ricordavo il cielo che non cambiava mai.
Protagonista indiscusso della storia è Diego,studente ventiduenne di Lettere con la passione della cucina.La sua vita volge al suo nuovo capitolo dopo la morte del padre,avvenuta pochi giorni dopo il suo compleanno.Improvvisamente tutto quello che vede intorno a lui è solamente una casa vuota e spoglia.La trama da qui prende una piega del tutto inaspettata perché dimenticatevi autocommiserazione e tristezza e preparatevi ad entrare in simbiosi con la vita del nostro protagonista.
Una vita fatta fin ora di solitudine,di parole non dette, di sacrificio e di tensione emotiva.




L'autore è riuscito a creare un personaggio coerente dall'inizio alla fine del romanzo.Con lui attraverserete le tappe più importanti di quella che sarà un'estate invincibile e particolarmente importante per la crescita personale di Diego.
Pagina dopo pagina prende forma la sua personalità, imparerete a conoscere tutte le insicurezze che si celano dietro la sua corazza da duro.Il lettore è completamente immedesimato nella sua crescita, nei suoi dubbi, nelle sue scelte, è spettatore del suo primo amore e delle delusioni più difficili da sopportare, della voglia di un futuro migliore e allo stesso tempo della paura di prendere il volo.
Non era la prima volta che ci consolavamo,anzi,quello delle carezze era da sempre uno dei nostri passatempi preferiti,la risposta semplice alla brutalità e alla prepotenza della nostra città,dei suoi abitanti,dei nostri destini che ci sembravano fare attrito con le nostre sagome e la nostra pelle.
Con una scrittura priva di artifici e allo stesso tempo cruda e schietta, Filippo Nicosia è riuscito a mantenere alta la mia curiosità e mi ha portata ''mano nella mano'' con il nostro protagonista,in uno dei momenti più delicati della vita di un neo adulto:quello delle scelte,delle esperienze fondamentali, degli errori...Riesce perfettamente attraverso una parte della vita di Diego a regalare degli spunti meravigliosi al lettore per poter affrontare le vicissitudini della vita nel migliore dei modi.

Un'invincibile estate si è rivelata una piacevole lettura, un romanzo di formazione e di crescita personale,se non fosse per la narrazione in prima persona del protagonista,l'avrei definito corale in quanto ogni personaggio presente ha contribuito a questa ''invincibile estate'' volente o nolente. 
 Purtroppo non ha saputo convincermi sul finale.Mi sarei aspettata qualche spiegazione in più su alcune dinamiche e soprattutto mai come in questo caso ho sentito la mancanza dei Ringraziamenti o delle note dell'autore al termine della lettura.

Un esordio degno di nota che ha saputo emozionarmi e riflettere tantissimo su temi tanto importanti,come il rapporto padre-figlio e quello tra fratelli, trattati con la giusta forza e delicatezza!







5 commenti:

  1. Sembra un libro davvero interessante Sara, auguri di buon compleanno anche qui, bellissimo lo specchietto finale, in cui riassumi ciò che hai detto nella recensione :*

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    1. Grazie Ro sei sempre un tesoro ♡ un abbraccio

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  2. Ciao!!:)
    Se oggi é il tuo compleanno, tanti auguri ❤
    Comunque vedo che parli bene di questo libro :)
    Io dovrei proprio avvicinarmi di più agli scrittori italiani! Nella mia libreria scarseggia la letteratura italiana D:

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    1. Proprio per questo ero curiosissima di scoprire l'autore che ha già riscontrato parecchi assensi vincendo un paio di premi letterari.Io non posso che confermare perché la sua scrittura è stata una piacevole sorpresa ♡ un abbraccio e mille grazie per gli auguri ♥

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  3. Un ossimoro, una vita che nasce e una che muore, un senso di apparente respiro, regola l’esordio di un romanzo che sin dai primi passi incanta, invadendo il lettore di un senso di solitudine dentro una identificazione ben specificata.
    Il protagonista, nasce e cresce, dialoga e mira e intanto si confronta con avvenimenti che hanno peso e rilevanza storica.
    Le lacrime in un bisticcio tra gioia e dolore, un percorso che arresta il fiato in un dipinto grottesco: la posizione e la descrizione di un corpo riverso, colori presi a prestito che imprimono agli occhi il tocco violento dell’istante e il successivo arrestarsi del respiro.
    Da qui tutto si svolge in azione cauta, mite, un play rallentato nella fretta di avvolgere una pellicola destinata verso una archiviazione che d’emozione in dolore volge e chiama.
    Nei dialoghi il lettore vede scorci della vita passata che acuiscono la solitudine e forse un dialogo scarno tra padre e figlio, un non conoscersi, un pudore dato dalla cultura del luogo.
    Il luogo natio, il tentativo di filtrare le radici in un dialogo stringato e veloce, fa strada in alcuni tratti estrapolati e sgrassati.
    Particolari taciuti, vite separate, emergono in un confronto diretto dopo l’epilogo di una vita passata a Messina, una vita che incontra l’altra vita a Roma: un fratello!
    Evidente la sottolineatura di due condizioni ben distinte, la rivendicazione a sé di un pezzo di pelle che ha l’odore di casa, un voler respingere quella solitudine respirata dai pori ormai spenti del padre dentro l’ultima dimora e, il rifiuto, il senso di negazione di un legame reciso per volontà e un non mai più insieme, una litote che non nega la violenza di una postura diretta dal gesto sprezzante.
    Un amaro rientro nell’amata città e uno sguardo vuoto a contemplare il nulla di una luce buia dentro un cuore che ha smesso di sperare.
    Un cuore che ripercorre in una analisi cruda un ieri da “Adulto” un ragazzo cresciuto solo dopo la morte della madre con un padre via via sempre più violento e indirizzato a indirizzarlo verso la laurea, un sogno, un orgoglio da esibire anche se i pugni, le cinghiate, optional ai tanti sacrifici.
    Ma tutto ha fine quando alla violenza si specchia una violenza esasperata che metterà fine, un punto , ai punti in testa del padre, a monito!
    Una Sicilia solitaria, permeata da eventi luttuosi, storici, descrizioni quasi a caso ma d’impatto, l’autore sottolinea usando colori spenti in una luce dalle tante voci di una città che incontra un’altra città, altra realtà tra cacofonie e dissensi, tra verità e negazione e intanto tutto scorre in qualche accenno di dialetto e un barcamenarsi in passione e logica in una atmosfera dal gusto azzurro, cielo meraviglioso e uno stretto invitante costante nel pensiero in un andirivieni ballerino: il futuro, il lancio dalla vecchia vita alla nuova, una rappresentazione di orme traballanti in un terreno vergine, il ripetersi di un rito che nel passato ha ancora un futuro.
    Una scrittura fluida, dai colori mai spenti che si alternano freddandosi nei limiti imposti da distanze e eventi e pensieri opprimenti.
    Un discorso chiaro, arricchito dalla retorica che fa risaltare lo stile, i tratti conosciuti e guardati con occhi distratti, una voce che fa ascoltare uno spaccato che è comune e occultato da reticenze e inutili ideologie in una estate che si riempie di un uomo alla scoperta di sé sfiorando e colmando una anima che in parole silenziose raggruma la potenza dell’essenza.


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