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martedì 14 marzo 2017

Recensione Golden Years di Ali Eskandarian

Bentornati sul blog cari lettori,
oggi vi parlo dell'ultimo lavoro dell'artista Ali Eskandarian ,scomparso in giovane età,  Golden Years testo pubblicato in più paesi per la schiettezza e la cruda verità con cui l'artista descrive quelli che sono stati per lui i Golden Years.

Per chi non conoscesse, Ali Eskandarian (1978-2013) è nato a Pensacola, Florida. È cresciuto a Teheran durante la rivoluzione iraniana. Con la famiglia ha trovato asilo politico in Germania prima di trasferirsi a Dallas, in Texas, dove Ali ha trascorso la sua adolescenza, per poi spostarsi a New York. È stato musicista, cantautore e scrittore. Nel novembre 2013 l'artista viene ucciso durante una sparatoria nella sua casa di Williamsburg, assieme a due amici musicisti degli Yellow Dogs. Il killer, che fino a qualche mese prima faceva anch'egli parte di una rock band newyorkese, si suicida dopo la strage.Il suo romanzo, Golden Years, è in corso di traduzione in 7 Paesi.

Come nasce Golden Years?Il romanzo nel 2012 era stato  inviato via mail a van Gelderen,dall'artista stesso che aveva conosciuto l'editore olandese alla mostra "Made in Iran" dove il cantautore si era esibito.Il manoscritto racconta appunto, gli Anni Dorati di un peccatore messo a nudo: "avete a che fare con un uomo pieno di difetti, perdonatemi e vogliatemi bene".*

*fonte qui

Veniamo alla recensione di Golden Years  che si presenta come un romanzo sicuramente fuori dagli schemi a cui siamo abituati,crudo e schietto.


Giunti
218 pp., 17 euro
Nel novembre 2013, a Williamsburg, Brooklyn, il cantautore di origine iraniana Ali Eskandarian, poco più che trentenne, viene ucciso insieme a due membri del gruppo rock The Yellow Dogs. Il killer, un musicista legato alla band da un rapporto di amicizia e rivalità, dopo aver fatto irruzione nell'appartamento con un fucile d'assalto, si suicida. Nei mesi precedenti a questo tragico evento, Ali stava discutendo con il suo amico olandese Oscar van Gelderen, editore, del romanzo semiautobiografico su cui aveva appena finito di lavorare. ''Golden Years'' è questo romanzo.
Ambientato ai giorni nostri tra New York, Teheran e Dallas, ''Golden Years'' racconta la storia di un gruppo di giovani musicisti iraniani che sognano di sfondare in America. Squattrinati e affamati, mentre come cani randagi si aggirano per le strade provando ogni tipo di droga e passando da un letto all'altro, i protagonisti di ''Golden Years'' sono esuli romantici che tentano di resistere alla durezza dell'Occidente facendo del rock la loro religione.

Narrato in forma quasi diaristica dalla voce rabbiosa e struggente di Ali, questo straordinario romanzo on-the-road dipinge a tinte forti la disillusione e l'orgoglio giovane di vivere ai margini di una società ottusa e di un capitalismo arrogante e senz'anima.




Se avete letto la sinossi del romanzo,potete solamente immaginare la quantità di spunti su cui  vi farà riflettere.Scrivere un libro autobiografico è come mettere nelle mani di chi legge la propria vita,discutibile in questo caso,ma  Ali Eskandarian  la descrive con una schiettezza e freddezza da far venire i brividi.Perchè non sempre è tutto oro ciò che luccica.
''In quegli anni d’oro, di latte e di miele, di navi da costruire per andare chissà dove, dei domani senza rimpianti, nessun pentimento, e se tutto crolla ricominciamo da capo, il vento in faccia e tra i capelli, l’odore dell’oceano lontano, il sole sopra di noi, ogni filo d’erba perfettamente a posto, andando avanti, sempre avanti''

Ci troviamo davanti ad una vera e propria denuncia di quegli anni,a cavallo tra il boom del metal/rock e  la tragedia dell'11 settembre.

Un romanzo che lascia una forte empatia a chi legge.Attraverso la penna di  Ali Eskandarian riviviamo gli anni nei sobborghi di New York e Dallas tra  sesso,droga e locali in cui poter essere chiunque.
In cui la voglia di successo superava la voglia di essere se stessi, finché arriva il giorno in cui ognuno deve affrontare se stesso e porsi delle domande sulla propria vita Rispondendo con le sue stesse parole:
'So don't be afraid, forgive yourself, and stay crazy'


Ho davvero apprezzato la sua scrittura così schietta e vera,il romanzo si legge in giornata poiché la curiosità ti porta a terminando per conoscere la successione degli eventi.Toccanti le digressioni sulla sua terra d'origine,meravigliose le descrizioni dei luoghi e delle persone a lui care del Teheran,dimostrazione di quanto l'artista tenesse alle sue origini.

Un continuo binomio tra odio e amore,ricchezza e povertà,potere e fama.
 Assolutamente consigliato!

"Quindi non abbiate paura, perdonate voi stessi, e rimanete folli. La luce non è alla fine del tunnel ma ovunque ed è in attesa.''





Ringrazio la Giunti Editore per la copia digitale del romanzo in cambio di un'onesta opinione



Spero la recensione vi sia piaciuta 
ma soprattutto vi abbia fatto avvicinare alla
 figura di Ali e ai suoi Golden Years

A presto
Sara


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